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Venafro

  VENAFRO TRA STORIA E NATURA

“Il passeggiero che giunge a Venafro non può evitare una tempesta di pensieri nella sua mente, e forti emozioni nel suo cuore. Egli calca una terra monumentale”

CASTELLO PANDONE

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il castello Pandone a Venafro

Il Castello Pandone di Venafro è stato costruito su di un’originaria muratura sannitica alla quale si sovrappose successivamente una fortificazione romana. In epoca longobarda, inoltre, intorno al X secolo, fu costruito, sempre nello stesso complesso, un recinto quadrangolare con diverse torri delle quali la più visibile è sul lato nord dell’attuale castello. La fortezza gradualmente si trasformò in residenza signorile grazie ad Enrico Pandone, succeduto al padre nel 1498.

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particolare di un cavallo bassorilievo a dimensione naturale

Proprio in questo periodo gli ambienti interni del Castello furono abbelliti da raffigurazioni di cavalli della scuderia del Conte. Di ogni cavallo vengono riportati l’età, la razza, il nome, il colore del manto ed il simbolo dell’ H, cioè della scuderia di Henricus. Il castello, oltre ai suoi bellissimi affreschi, ospita il primo museo nazionale del Molise: il Museo Nazionale Castello Pandone, dove sono esposte le più importanti testimonianze pittoriche molisane, dalle più antiche a quelle dei pittori molisani operanti a Napoli o giunte in Molise dalla capitale del Regno di Napoli, durante il Seicento e il Settecento.
Visita il sito www.castellopandone.beniculturali.it


GLI SCACCHI DI VENAFRO

Gli antichi scacchi di Venafro

Sono senza dubbio i più antichi d’Italia e forse anche tra i più antichi di Europa. Furono rinvenuti casualmente nei pressi di un teatro romano alle porte della città molisana. Nel 1932 l’ispettore onorario di Venafro, Giuseppe Cimorelli, consegnò al Museo Archeologico di Napoli il gruppo di pedine in osso del X secolo. Attualmente sono esposti nel Museo Archeologico di Venafro.


VERLASCE

L’anfiteatro, collocato al centroverlasce-dopo-il-restauro della citta’, risale al I secolo a.C. , quando l’urbanistica della citta’ venne arricchita di edifici e monumenti.
In epoca medioevale la struttura perse la sua destinazione originaria; infatti le scalinate vennero distrutte e le pietre furono utilizzate per la realizzazione di altri edifici. L’ellisse dell’edificio originale aveva il diametro maggiore di 110 metri e quello minore di 85. Si ritiene che le gradinate potessero contenere fino a 15.000 spettatori.


PALAZZINA LIBERTY

Tra gli edifici più caratteristici di Venafro, grazie alla sua architettura ed alla ubicazione nel laghetto cittadino.In origine era uno dei tanti mulini presenti in questa zona della città; in seguito fu trasformata in centrale elettrica.


facciata-1CHIESA DELL’ANNUNZIATA

Tipico esempio di architettura barocca in Molise. Ubicata in una piazza del borgo antico della citta’, l’edificio risale alla seconda meta’ del 1300. La chiesa fu edificata con i resti di un antico tempio pagano. Nei lavori di ampliamento del 1641 la chiesa è stata decorata ed ha conferito un aspetto barocco all’edificio. L’altare maggiore conserva una pala di scuola fiamminga, raffigurante l’Annunciazione. Lateralmente alla navata sono collocati otto altari impreziositi da marmi e arricchiti da tele.


CATTEDRALEcattedrale-venafro

Situata nella periferia nord della città, l’attuale chiesa, dedicata a Santa Maria Assunta, nelle sue strutture portanti è dell’XI secolo. L’esistenza del primigenio tempio cristiano è storicamente attestabile all’anno 499 d.C. Anche la Cattedrale di Venafro ha avuto ed ha la PORTA SANTA. Sappiamo che fu aperta e chiusa nel 1508 dal vescovo Riccomando De Buffalini di Tiferno


IL PARCO REGIONALE DELL’OLIVO

Le camere per gli ospiti della Dimora del Prete hanno tutte una bellissima vista. Si possono ammirare i vicoli, la Piazza del Cristo, i tetti antichi, la piana del fiume Volturno; potrai contemplare gli Ulivi secolari del Parco che si erge sulla montagna di fronte, a pochi passi dalla Dimora.

 

Visitare il Parco è come entrare in un’altra dimensione. E’ il luogo ideale per ritemprare lo spirito, tra il verde e l’odore, a volte acre, degli ulivi; per perdersi tra le mura antiche ed ascoltare le voci delle creature che vi abitano. Conoscere il Parco è come ri-conoscersi…

Il Parco Regionale dell’Olivo di Venafro è la prima area protetta dedicata all’olivo, unica nel suo genere nel Mediterraneo. Gli antichi Romani ritenevano l’olio, prodotto in loco, il più pregiato del mondo antico. Nessun luogo al mondo
coltivato ad olivo, infatti, può vantare simili tradizioni e citazioni letterarie.

Diversi sono i percorsi all’interno del Parco: quello storico, naturalistico tra olivi secolari e terrazzamenti; quello che da Venafro conduce a Conca Casale, tra antiche mura, falesie e boschi primevi; quello breve ma assai suggestivo che tra verdi oliveti, ben tenuti, digrada fino a valle e quello che, dalla strada del Campaglione, conduce fino alla Torricella che da almeno un millennio sembra vegliare sulla nostra città.

 

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